Il nuovo album si chiama “Vive la vie” e nasce dopo il grande successo di “Valse du Meduse”, non solo in Italia, ma in tutta Europa, fino ad arrivare anche agli Stati Uniti. “Le cardamomò”sono un gruppo di musicisti originale e unico nel panorama italiano. Cercano infatti di riproporre un repertorio ricercato che si nutre della musica francese de “Il favoloso mondo di Amelie”, della musica balcanica, delle atmosfere retrò anni ’30 e dei suoni nostalgici di strumenti come l’organetto e il violino. Il 23 marzo il gruppo si è esibito in un live di presentazione al Teatro Quirinetta a Roma e ora sono previste date in tutta Italia. Ne abbiamo parlato  con Antonia Harper, cantante del gruppo.

Chi è Antonia Harper oggi?

E’ una musicista che ha deciso di fare musica nella sua vita.  Cerca di portare avanti il suo sogno con grande passione, anche con le persone con le quali collabora. Si sente una persona fortunata e arricchita dal suo mestiere.

Sei la cantante di “Le cardamomò”. Ci racconti com’è nato questo gruppo?

Ho incontrato Marta e Gioia nel 2010; loro facevano musiche per raccontare delle fiabe con gli organetti ed io ero voce e violino. Insieme abbiamo fatto nascere un gruppo di musica in parte italiana, balcanica e francese. Siamo partite suonando in strada e poi nei locali. Ben presto si è aggiunto Ivan, fiato e chitarra. Abbiamo cercato una nostra identità dalla fusione di vari stili che avevamo esplorato.

La vostra è una musica diversa da molte altre melodie. Perché secondo te?

Innanzitutto per gli strumenti che utilizziamo. Abbiamo anche suonato in acustica, senza amplificazioni, una musica anche in parte classica.

State portando in giro la vostra musica. Cosa rappresenta per te la musica?

La musica è un linguaggio per raccontarsi e per esprimere qualcosa che sentiamo dentro, con emozioni e sogni. E’ condivisione sia con chi è in ascolto sia con i membri del gruppo.

Il nuovo album si chiama “Vive la vie”. Perché  questo titolo?

Il titolo è nato al termine di tutto il lavoro. Abbiamo trovato una linea comune, coincidenze presenti tra le tematiche delle canzoni e le nostre idee; il file rouge è rappresentato dall’araba fenice, simbolo di rinascita dalle proprie ceneri. A noi piace vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Ha dato un forte contribuito anche un pittore parigino che ci ha invitato a una sua mostra; abbiamo intitolato l’album così prendendo spunto proprio da lui.

L’ultimo video è “Frenesia”. Oggi come oggi, tutto sembra inafferrabile e velocissimo. Quando invece secondo te bisogna fermarsi?

Molto spesso accade che i sogni ci siamo irraggiungibili; ecco che viene meno la costanza e la fiducia. Non dev’essere così. In un mestiere come questo, è difficile fermarsi Perchè non si è mai arrivati di fatto. Man mano che i vari step sono portati a compimento, ritengo che ci si possa fermare per godersi quell’attimo che non tornerà.

Potremmo mai dire “Viva la vita”?

Credo che lo si debba dire ogni singolo giorno, stringendosi a tutti coloro che hanno il nostro sentire, che hanno voglia di vivere appieno la vita e condividere le proprie emozioni.