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“L’Isola di Pietro” su Canale 5. Una bravissima Cecilia Dazzi

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Dal 24 settembre stiamo vedendo su Canale 5 “L’Isola di Pietro”, una fiction girata in una Sardegna bella e selvaggia, in particolare tra Carloforte, Cagliari e Carbonia. Altre scene invece sono state girate a Roma e nel viterbese. Questa serie di sei puntate racconta di un padre rimasto vedovo  di una figlia che ha deciso di cambiare vita scappando di casa, ma a legare i due c’è un grande segreto e un mistero da chiarire. Protagonista assoluto è Gianni Morandi, affiancato da una bravissima Cecilia Dazzi, volto assai noto del piccolo e del grande schermo che gentilmente ci ha concesso quest’intervista.

Sei tra i protagonisti de “L’Isola di Pietro”. Per quali motivi hai deciso di far parte di questa fiction?

Ci sono dei personaggi che ti danno emozioni e altri che le prendono. Ines ha un cuore ustionato dalla vita, nonostante questo continua a vivere lavorare e sperare che qualcosa cambi.

Ci racconteresti un pochino del tuo personaggio?

Ines Fadda è la preside della scuola dell’isola, è l’amica sensibile e complice di Pietro (Gianni Morandi) succederà mai qualcosa tra loro? Staremo a vedere.

Giallo e amore. Queste sono le componenti essenziali di questa serie tv. E’ davvero così? Ci potresti dire meglio?

Succede qualcosa di terribile all’inizio della fiction durante una festa per cui scatta un’indagine. Elena (Chiara Baschetti) è una poliziotta che torna sull’isola perché preoccupata per il padre. Dovranno ricucire un rapporto interrotto quando lei se ne è andata da giovanissima, ma lei dovrà fare i conti anche con altre cose del suo passato. Pietro vuole riconquistare la figlia e capire cosa sia successo veramente quella notte.

“L’Isola di Pietro” è stata girata non solo a Roma e nel viterbese ma anche in Sardegna. Come ti sei trovata in quei luoghi, in terra sarda in particolare?

La Sardegna è un luogo ancora ricco di spontaneità e natura. Ero stata a Carloforte da piccola e in certe cose non ha perso purezza. Abbiamo fatto il bagno fino a novembre e la gente ci ha accolto con affetto, il tempo ci ha sostenuto e io sono tornata  felice e con qualche chilo in più.

Nella fiction si parla di mistero e di famiglia. Cosa rappresentano per te?

Il mistero mi affascina sia nei film e che nei libri; penso sia un elemento importante per accendere l’interesse del pubblico. Il mistero dei sentimenti, dell’animo umano, fino ad arrivare al giallo sono fondamentali. Nella vita abito di più nella limpidezza; la famiglia è un cubo di Rubick che impariamo a fare ascoltando e crescendo con chi abbiamo intorno.

Sei al fianco di Gianni Morandi. Com’è stato lavorare con lui?

Gianni è un sano lavoratore, mi era piaciuto molto in “Padroni di casa” di Gabriellini. Rende tutti gli ingranaggi del set vivaci, non perde mai la concentrazione, nonostante tra un ciak e l’altro canti senza sosta incantando tutti. L’unico difetto è che ha più follower di tutti noi su Instagram.

Morandi ha accompagnato con le sue canzoni intere generazioni. Tu quale canzoni hanno segnato la tua vita e perché?

“Tu digli a quel coso che sono geloso e se lo rivedo gli spaccherò il muso” mi ha fatto pensare che se ero gelosa potevo dirlo senza vergognarmene. Poi c’è “Uno su mille” che per chi fa spettacolo è una specie di memento. Infine “Vita” con Dalla: “urgenti di un amore che raggiunge chi lo vuole respirare” questi Angeli stanchi ma liberi e innamorati della vita li ho sempre trovati più credibili di certi cherubini fintamente puliti.

Cosa vorresti arrivasse al grande pubblico de “L’Isola di Pietro”?

E’ come un sano piatto di pasta con pomodoro, olio d’oliva, basilico e tanto parmigiano. La sua semplicità sarà la sua forza. Questi sono gli ingredienti che la Lux usa con successo.

I tuoi prossimi progetti? 

Presto mi vedrete nella seconda stagione de “La porta rossa”.

(foto in copertina di Fabrizio Cestari)

 

Giulia Farneti

Giulia Farneti nasce a Cesena il 16 gennaio del 1989. Ha collaborato per due anni con il quotidiano Infooggi occupandosi di attualità e di criminalità organizzata, aprendo anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Per quasi altri due anni, ha scritto per il quotidiano La Nostra Voce occupandosi di cinema, teatro e televisione, le sue grandi passioni. Ha sviluppato una vera e propria coscienza antimafia, riuscendo a far approvare nella sua provincia quattro conferenze per sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della legalità. mail: [email protected]

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