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Isole Tremiti, in arrivo l’acqua dissalata per la popolazione

  • Un impianto dissalatore porterà entro il 2026 acqua potabile alla popolazione delle isole Tremiti
  • Il progetto era già stato annunciato nel 2016, ed oggi sarà finanziato dal nuovo piano industriale
  • L’azienda Acquedotto Pugliese si è impegnata per ridurre il proprio impatto ambientale

Finalmente arriva l’acqua alle isole Tremiti. Niente più navi cisterna per rifornire la zona, ma un sistema di dissalatori per trasformare l’acqua del mare in potabile. Un progetto già annunciato nel 2016, ma che oggi diventerà una realtà grazie ai fondi del nuovo piano industriale.

Il progetto iniziale del dissalatore delle isole Tremiti

Al momento le isole sono rifornite da delle navi cisterna che, però, a volte non bastano per portare acqua a residenti e turisti. D’estate infatti la richiesta è molto più alta della norma, mentre d’inverno non è raro che le condizioni meteo non permettano alle imbarcazioni di raggiungere le isole.

Per questa ragione già nel 2016 era stato approvato dal Consiglio Comunale un piano preliminare per la realizzazione di un impianto di dissalazione dal costo di 3,5 milioni di euro. I fondi indicati dall’amministrazione erano europei. Nel 2017 per portarlo avanti sono state espropriate delle aree in cui si trovavano degli impianti idrico fognari. Secondo il progetto, infatti, sarebbero state rinnovate costruzioni preesistenti e costruite di nuove. Da allora, però, nessuna notizia.

La soluzione in arrivo entro il 2026

In questi giorni, dopo l’approvazione del bilancio 2020 della società Acquedotto Pugliese, è arrivata la notizia della ripartenza. Il progetto dovrebbe essere realizzato entro il 2026, e forse anche riproposto per altre città costiere. Gli impianti di dissalazione, infatti, potrebbero fornire acqua ache alle aziende agricole locali.

Con una certa attenzione anche all’ambiente. “Ci impegneremo da qui al 2023 – ha dichiarato il presidente di Aqp Simeone di Cagno Abbrescia – nell’ammodernamento della rete, nella ricerca di nuova acqua, anche tramite avanzati progetti di dissalazione, nel potenziamento ulteriore della depurazione”. Acquedotto Pugliese, inoltre, ha aderito al progetto Global Compact dell’Onu, riducendo la propria impronta ambientale attraverso il contenimento dell’emissione di CO2, l’utilizzo di impianti elettrici a biogas e riutilizzo delle acque attraverso impianti di depurazione.


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