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“Legalità di razza”: Parco dei Nebrodi, la lotta alla mafia parte dal basso

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E’ un territorio che, eufemisticamente, si può definire ‘difficile’. Anni di paure e incertezze hanno minato la serenità dei Nebrodi, soggetto a continue infiltrazioni mafiose nella gestione dei boschi e dei pascoli. Di contro, però, anni di lotte, di coraggio e impegno costante verso la propria Terra, di amore e di partecipazione da parte di chi crede in un futuro migliore.

Ma ora sembra rifiorire “quel fresco profumo di libertà” – per riprendere le parole di Paolo Borsellino – capace di “smuovere” le coscienze, mobilitare l’intera comunità e irrompere in quel silenzio diffuso per parlare al cuore di tutti, partendo proprio “dal basso”.
È così che nasce la nuova campagna di raccolta fondi “Legalità di razza” promossa dall’Azienda Speciale Silvo Pastorale, approdata da poche ore su Laboriusa.it – la piattaforma siciliana di crowdfunding legata al mondo non profit – e già diventata virale. Un grande progetto etico, spinto dall’azione di legalità portata avanti dal Comune di Troina, in provincia di Enna, che permetterà di valorizzare 4.200 ettari di boschi situati nel polmone verde dell’Isola, e sottratti alla criminalità organizzata, per fornire così alla comunità una straordinaria leva di rilancio economico-sociale nel segno della sostenibilità e della responsabilità sociale, con l’obiettivo di supportare gli imprenditori agricoli onesti e offrire un futuro diverso alle nuove generazioni.

Il progetto, presentato ai cittadini  dal sindaco Fabio Venezia – sotto scorta dopo aver avviato controlli antimafia per riportare la legalità nella gestione del bosco -, dal presidente dell’Azienda Speciale Silvo-Pastorale, Angelo Impellizzeri, dai consiglieri Giovanni Ruberto e Angelo Barbirotto (promotori della campagna di crowdfunding), prevede la creazione di un sistema di allevamento di razze in via di estinzione, la produzione ecocompatibile e la trasformazione di materiale legnoso ricavato dalla pulizia del bosco, e la realizzazione di un “Geo Resort” nel cuore dei Nebrodi destinato alla fruizione turistica della più grande area protetta della Sicilia, fornendo lavoro a oltre 60 giovani del luogo.

In particolare, il ricavato delle donazioni (25.000 euro) servirà ad acquistare 20 asini ragusani e 20 cavalli sanfratellani contribuendo a salvare queste specie in via di estinzione e ad avviare un processo di recupero ambientale nell’immenso patrimonio naturalistico dei Nebrodi, mediante laboratori didattici, attività sportive e turistiche. La generosità della #gentelaboriusa – hashtag ufficiale dei donatori – diventerà dunque simbolo di questa rinascita “dal basso” e del coraggio e della forza di chi, in questa Terra – troppo spesso vittima di contraddizioni – ci crede davvero.

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