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Il regista di Anime Nere: “Così racconto la Calabria”
16 Set 2014 06:32

Nessuna delusione. Per noi, considerate lo problematiche che abbiamo riscontrato durante le riprese del film, che mettevano in discussione la sua stessa realizzazione, già il completamento del nostro lavoro ha rappresentato un successo“. Commenta così Francesco Munzi, a Catanzaro per la prima nazionale del film “Anime Nere”, la mancata vittoria del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

E’ stato già un premio gigantesco finirlo – ha continuato il regista – ed essere selezionati, poi, per la finale della Biennale tra 3.500 altri lavori ha rappresentato una grande soddisfazione. La mancata vittoria, quindi è un piccolo screzio all’interno di una felicità immensa. Quando ho detto che volevo fare un film in Calabria che parlasse di calabresi molti mi hanno detto che in questo posto non si possono fare cose belle. Ebbene, non è così. Ho trovato complicità nei luoghi, ho incontrato la gente del posto, quella normale, che è meno ipocrita rispetto alla politica. Dovevo fondermi con questa terra per raccontare una storia dura senza esserne giudice. Per questo ciò che temo di più è il giudizio dei calabresi e per questo ho voluto che la ‘prima’ del film fosse in Calabria“.

Il film, dopo una proiezione riservata per la stampa nella multisala “The Space”, è stato presentato, nel corso di una conferenza stampa, da Munzi e dall’autore del libro da cui è liberamente tratto, Gioacchino Criaco. “Il motivo per cui ho scelto Munzi per la realizzazione del film sul mio libro – ha detto Criacoè che ne sono stato folgorato. Le offerte di sceneggiature che mi sono arrivate sono state tantissime, ma solo una persona come Francesco Munzi poteva realizzare questo film, per la libertà mentale che possiede e che gli ha consentito di capire l’anima di questa terra“.

Per la realizzazione del film, girato prevalentemente in Calabria, è stato spiegato, è stato necessario superare anche notevoli difficoltà economiche. “Non è stato facile – ha spiegato Criaco – trovare qualcuno che ci supportasse. L’unica istituzione alla quale devo dire grazie è l’Ente parco d’Aspromonte, che ha ha avuto fiducia nel progetto di Munzi ed ha creduto che sarebbe stata un’ottima opportunità. Ho bussato veramente alle porte di tutti, ma ho ricevuto solo no“. “Quando Francesco Munzi ci ha proposto di fare del romanzo un film – ha detto l’editore Florindo Rubbettinoabbiamo capito che ‘Anime Nere’ poteva arrivare lontano e avere una ricaduta positiva dal punto di vista sociale e culturale“.


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