La gelsibachicoltura portata dalla via della seta da tre giovani calabresi

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Torna in Italia la produzione della seta grazie all’avventura di tre giovani che hanno deciso di avviare l’attività della gelsibachicoltura in Calabria. Si tratta di un’attività ecosostenibile in grado di valorizzare un territorio in cui, però, la seta ebbe notevole importanza nel XII secolo. Allora, infatti, Catanzaro era considerata la capitale della seta e oggi, grazie a Miriam, Domenico e Giovanna, tre giovani calabresi titolari della cooperativa Nido di Seta,  questa regione torna a risplendere per mezzo di questo prezioso materiale.

Una coop nata tre anni fa

Fondata tre anni fa, Nido di Seta è una cooperativa agricola composta da tre ragazzi, appunto Miriam, Domenico e Giovanna, tre giovani con storie diverse, ma che hanno in comune l’amore per la loro terra. Forti di questo principio, hanno deciso quindi di fare della gelsibachicoltura la loro attività principale, da seguire in ogni fase, dalla terra fino alla produzione del filato, in un contesto naturalistico in cui si trova il gelseto. Il percorso non è certo dei più semplici, ma i tre giovani si fidano delle conoscenze di alcuni anziani del posto, a cui hanno affiancato nuove tecniche artigianali e industriali per la lavorazione del prezioso filato.

Il percorso li ha portati in Thailandia, all’International Silk festival, dove hanno rappresentato la seta calabrese e si sono confrontati con l’artigianalità asiatica. Ma non finisce qui: eccoli successivamente in Gran Bretagna e poi in India, dove hanno ottenuto la specializzazione in Silk reeling technology. Diversi i premi vinti e, quindi, tante soddisfazioni che hanno ripagato la fatica di questa ardua impresa.

Anna Laura Maffei

Giornalista, blogger ed esperta di comunicazione, scrive di innovazione e tecnologia, di sociale, di cultura e di scuola. È communication manager e vicepresidente di Digital Media, partner editoriale di ANSA.it, già service giornalistico di Tiscali.it e main partner di RestoalSud.it, portali d’informazione per i quali scrive i suoi articoli. Per la testata RestoalSud.it ricopre il ruolo di caporedattrice dal 2014, ha curato la selezione e l’editing dei testi dell’omonimo libro ("#RestoalSud", Pietre Vive Editore, 2018) ed è coordinatrice didattica della Resto al Sud Academy, l’incubatore di talenti digitali del Mezzogiorno. Opera come consulente ed esperta di comunicazione digitale e social media per PMI e Startup e svolge attività di ufficio stampa. Ha collaborato con diverse testate informative, rigorosamente “all digital”, tra cui Gosalute.it, TerzoSettore TV e Look Out TV, quest’ultima tra le web tv di riferimento nell’ambito del racconto delle culture, diretta da Claudio Martelli, di cui è stata project manager. È coautrice della seconda edizione di “Brand Journalism. Storytelling e marketing: nuove opportunità̀ per i professionisti dell’informazione” (edita dal Centro di Documentazione Giornalistica).

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