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“GAP-Graffiti Art in Prison”, a Palermo la cultura diventa il vero strumento di inclusione sociale per chi ha sbagliato
20 Ott 2022 10:14

Ritorna in città, tra l’Orto Botanico e lo Steri nel cuore del centro storico, la quarta Settimana Internazionale di Studi Intensivi di “GAP-Graffiti Art in Prison”, un progetto triennale avviato nel 2021, finanziato da Erasmus+ (Strategic Partnerships for Higher Education) e realizzato dal partenariato internazionale tra il SiMua-Sistema Museale d’Ateneo
dell’Università degli Studi di Palermo, il Kunsthistorisches Institut di Firenze – Max-Planck-Institut, il Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Zaragoza, il Dems-Dipartimento di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo e ABADIR, Accademia di Design e Comunicazione Visiva di Catania.

Obiettivo di Gap è sviluppare a partire dai graffiti delle antiche Carceri dello Steri, un viaggio conoscitivo tra arte, storia e scienza che dall’Inquisizione spagnola arriva fino ad oggi, per sperimentare nuovi percorsi di inclusione sociale entrando negli istituti di detenzione attraverso i linguaggi delle arti contemporanee. Sono previste conferenze pubbliche, testimonianze dirette sui temi delle libertà politiche negate in regimi autoritari, passeggiate narrative tra gli spazi cittadini di Palermo, workshop con alcuni dei più apprezzati e conosciuti artisti e designer internazionali. Oltre ai saluti istituzionali, tra cui il direttore del Servizio Arte Contemporanea, Fabio De Chirico, Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Clara Pangaro, direttrice dell’Istituto Malaspina, Umberto De Paola, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, tra gli altri sono coinvolti Julia Born, Lucia Giuliano, Giovanna Brambilla, Paola Caridi, Elisa Di Stefano, Giulia de Spuches, Giovanna Fiume, Marcello Faletra, Elisa Fulco, Pilar Biel Ibáñez, Ronald Jenkins, Jorge Jiménez López, Juan Carlos Lozano, Ascensiòn Hernandez.

Come afferma il Rettore dell’Università di Palermo, prof. Massimo Midiri: “Questa quarta settimana di studi del progetto internazionale GAP è un perfetto esempio di come UniPa adempia al preciso compito di diffondere cultura e conoscenza e trasferire i risultati della ricerca al di fuori del contesto accademico, contribuendo alla crescita culturale del territorio. Il nostro Ateneo prosegue così il suo impegno nell’assicurare il diritto allo studio dei detenuti puntando su percorsi educativi dedicati alla cultura e all’arte”.

Clara Pangaro, direttrice dell’Istituto Minorile Malaspina di Palermo aggiunge: “La collaborazione dell’Istituto Minorile Malaspina con il progetto GAP dell’Università si pone in continuità con le diverse attività di promozione artistica e culturale realizzate dall’istituto in questa annualità e costituisce un’ulteriore occasione affinché l’incontro con l’arte e l’espressione creativa, possano incidere sui percorsi educativi di ciascun ragazzo.” Il direttore del SiMua Paolo Inglese spiega: “Siamo alla quarta settimana di attività di GAP Graffiti Art in Prison, un progetto internazionale di straordinario livello culturale e scientifico, che sperimenta l’uso dell’arte e della ricerca come strumenti per l’educazione universitaria, per il contesto detentivo e per la riabilitazione sociale, temi su cui l’Università è responsabilmente chiamata a dare il proprio contributo”.

Laura Barreca, Coordinatrice Artistica di GAP aggiunge: “Grazie al coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti da tutto il mondo, il progetto continua ad esplorare un nuovo modello educativo inclusivo, al pari di esperienze d’eccellenza internazionali, introducendo il principio della creatività come strumento di rieducazione e occasione per sperimentare nuovi immaginari per il contesto penitenziario, come per quello dell’insegnamento universitario”.

Durante la settimana si svolgeranno inoltre i workshop dell’artista Elisa Giardina Papa con la storica Giovanna Fiume all’Istituto Minorile Malaspina, che coinvolgono i più giovani a confrontarsi con la creatività come strumento di rielaborazione e partecipazione. Il laboratorio dell’artista Elisa Giardina Papa prosegue la ricerca d’archivio svolta durante la realizzazione dell’opera video “U Scantu”: A Disorderly Tale, attualmente esposta alla Biennale di Venezia, 59° Esposizione Internazionale d’Arte, “Il latte dei sogni” 2022.

Il laboratorio concepito per essere realizzato con i dottorandi del progetto GAP-Graffiti Art in Prison e i giovani residenti dell’IPM Malaspina si concentrerà sui disegni e le iscrizioni dei muri delle carceri segrete del Santo Uffizio spagnolo in Sicilia, collocate all’interno del complesso monumentale dello Steri. Il patrimonio dei graffiti, realizzati tra il XVII-XVIII secolo da coloro che furono giudicati eretici, sarà utilizzato come archivio da cui partire per realizzare una serie di elementi di vestiario “streetwear” attraverso la tecnica del transfer con termo-pressa a caldo. Una selezione di scritte e disegni provenienti dall’archivio storico saranno messi a disposizione dei partecipanti come “transfer” pronti per essere stampati a caldo sugli indumenti. A questi elementi grafici saranno aggiunti testi, disegni ed elementi grafici creati dai partecipanti al workshop ed elaborati digitalmente insieme all’artista.



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