“Salutiamoci bene”, il cortometraggio post pandemia di sei atenei italiani

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Fase 2: un cortometraggio dedicato al nuovo modo di interagire e salutarci a distanza. Gli studenti del conservatorio Canepa di Sassari sono protagonisti nel progetto nazionale post lockdown “Salutiamoci bene” promosso dalla “Luiss Guido Carli“, con il contributo degli allievi di altri sei atenei italiani.

Un nuovo rito per restare umani

Il progetto, coordinato da Angelo Monoriti, docente di negoziazione alla Luiss, e da Maria Rita Parsi, presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, si sviluppa con un cortometraggio animato e un video-tutorial che introducono una nuova forma di saluto, un nuovo rito da condividere per contrastare la diffusione del Coronavirus e riscoprire al tempo stesso i valori più profondi del nostro essere umani.

La colonna sonora del conservatorio di Sassari

Il Conservatorio Canepa ha contribuito in particolare alla parte musicale del progetto “salutiamoci bene”, grazie alla colonna sonora del cortometraggio animato realizzata dallo studente del conservatorio sassarese, Francesco Corrias di Dorgali, allievo della classe di musica elettronica condotta da Walter Cianciusi.

Progetto gratificante che inorgoglisce il conservatorio Canepa

“Il coinvolgimento del Conservatorio di Sassari in questo progetto di respiro nazionale ci gratifica e riempie di orgoglio“, commenta il presidente del Canepa Ivano Iai. “Questo risultato è stato raggiunto grazie alla qualità elevatissima del lavoro svolto dal professor Walter Cianciusi e dall’allievo Francesco Corrias. Fondamentale inoltre è stato il ruolo del direttore Mariano Meloni che con dedizione e impegno incessanti sta coordinando tante iniziative che portano alla luce l’eccellenza del nostro Conservatorio”.

Distanziati ma uniti

“Nella Fase 2 è l’individuo a dover mettere in pratica, nel suo quotidiano, le giuste regole per riuscire a contrastare realmente, attraverso la prevenzione, il propagarsi della pandemia – spiega Monoriti – “Salutiamoci bene” nasce proprio per identificare quei gesti-barriera che possano, però, funzionare anche come attivatori mentali in grado di ricordare costantemente ai cittadini di mantenere il distanziamento fisico, senza annullare le regole della socialità”.

Il dilemma del porcospino di Schopenhauer

Per spiegare in maniera semplice a tutti, anche ai più piccoli, il nucleo essenziale del progetto, il team propone di riflettere su una dotta parabola nota come “il dilemma del porcospino”, elaborata nel 1851 da Arthur Schopenhauer nel volume “Parerga e paralipomena”: “Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi dal gelo col calore reciproco. Il dolore provocato dalle spine li costrinse però ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno: di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. Finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”.

Il video #iosonoporcospino

“Il nostro video-tutorial – prosegue Monoriti – si intitola #Iosonoporcospino, perché dopo la quarantena siamo tutti bisognosi di calore umano, ma proprio come i porcospini di Schopenhauer siamo spaventati dal pericolo che ogni contatto fisico rappresenta per la nostra salute. La riuscita della Fase 2 dipenderà, dunque, da una serie di misure psicologiche preventive monitorate  nelle loro conseguenze: gesti barriera, distanze e contatti gestiti con consapevolezza dai singoli cittadini”.

 

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