A più di un mese e mezzo dalle elezioni siamo ancora senza Governo. Mattarella le sta provando tutte, all’inizio li ha incontrati lui, poi li ha fatti parlare con la Casellati, poi di nuovo lui, ma niente niente niente. Non è questa la rubrica per entrare nel merito della questione, ma permetteteci di dire che al Sud le cose sarebbero andate diversamente.

DI MAIO E SALVINI. Innanzitutto, Mattarella invece che un caffè al Quirinale in un giorno lavorativo li avrebbe invitati tutti a pranzo. Di domenica. In campagna. Con le rispettive famiglie. E li avrebbe fatti mangiare, e poi mangiare e poi mangiare ancora. Poi dopo una grigliata, un paio di cannoli fatti arrivare apposta dalla sua Sicilia e una partitella a pallone con i bambini li avrebbe invitati a sedersi per un caffè fatto con la moka e avrebbe detto: “Beh, vi volete mettere d’accordo? Lo vogliamo fare sto Governo?”. A quel punto Di Maio e Salvini avrebbere provato a balbettare qualcosa, ma entro mezz’ora ci sarebbe stato sul tavolo un tovagliolo con su scritti i punti principali del programma e un altro con i nomi dei ministri.

GLI ALTRI. Casaleggio e Berlusconi? Non gli sarebbe rimasto altro da fare che prendersi il merito dell’accordo, magari di parlare in conferenza stampa fingendo di essere stati determinanti nella mediazione. Quanto a Renzi e
Martina del PD avrebbero ottenuto quello che volevano, cioè stare all’opposizione per, come direbbe Buffon, godersi lo spettacolo bevendo Sprite e mangiando patatine e fruttini (appropò, ma poi si è capito cosa sono i fruttini?)

I GIORNALISTI. I retroscenisti avrebbero potuto inventarsi telefonate di Beppe Grillo o di Mario Draghi, quelli che si occupano di gossip ci avrebbero parlato del menu del pranzo e dei vestiti delle signore, per non parlare dei complottisti che ci avrebbero raccontato degli interventi di Bilkenberg, CIA e KGB. Inutile parlare della Maratona di Mentana con aggiornamento in tempo reale sui carboni usati per accendere la brace e i marcatori della partitella di pallone.

E INVECE NO. E noi? Noi finalmente avremmo avuto un Governo con cui prendercela per i nostri problemi quotidiani, ministri da insultare, decreti contro cui raccogliere firme. E invece no, non siamo al sud. Per cui ci
saranno ancora settimane di caffè e aperitivi, tentativi di moral suasion e frecciatine inviate a mezzo stampa. E soprattutto i telegiornali continueranno ad aprire sulla parziale apertura di Di Maio, la mezza smentita di Salvini e la polemica interna Renzi-Cuperlo. Roba da far rimpiangere i servizi sui tormentoni dell’estate, le anticipazioni sul
matrimonio tra il principe Harry e Megan e dramma dei drammi, il mondiale di calcio senza l’Italia…