Quando eravamo piccoli i nostri genitori ci raccontavano la storia dgli
spacciatori che all’inizio ti regalavano l’eroina, così poi diventavi
dipendente e dovevi comprarla per forza da loro. Non ho mai capito se era
vera. Di certo Zuckerberg ha fatto lo stesso, ha regalato facebook alle
aziende e alle redazioni, poi quando sono diventati dipendenti le ha
costrette a pagare per far vedere i loro post, che altrimenti sono quasi
invisibili.

ANCHE IN ALTRI SETTORI? Un amico esperto mi ha spiegato che è una tecnica di
marketing, che è normale regalare qualcosa, farla usare a tutti e poi quando
ne sentono il bisogno farla diventare a pagamento. Devo ammettere che questa
cosa mi spaventa. Non staranno mica facendo la stessa con i siti porno e tra
un po’ non saranno più gratis?

E ORA? No, scherzi a parte. Qui al sud ho visto cose che voi non potete
immaginare. Commercianti che tutte le mattine vanno a citofonare ai loro
clienti per dire “buongiorno caffè!”, redazioni di giornali online che pur
di attirare l’attenzione pubblicano le foto delle mogli dei calciatori
anziché dei loro mariti, candidati che hanno dovuto abbandonare le fake news
e ora sono stati costretti a fare comizi per strada, col rischio di
prendersi qualche pernacchia.
Il più bravo è stato il titolare del panificio vicino casa che ha spento il
computer e aperto una porta sul retro, inondando il quartiere con l’odore
del suo pane. Le gente non ha potuto evitare di andarlo a comprare. In certi
casi l’olfatto vale più della vista.

E SE AVESSE RAGIONE? Quanto a me, stavolta mi sono superato. Quando ho visto
che nevicava, invece che scervellarmi per cercare un modo per attirare i
clienti sulla mia pagina ho fatto una foto sponsorizzata da 2 euro del
negozio imbiancato e sono uscito a giocare a palle di neve coi miei figli.
Mi sono divertito un sacco e ho ricevuto 100 mi piace. E se avesse ragione
Zuckerberg?