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Operai specializzati, ingegneri, commessi e vigilanti: i profili per trovare lavoro

  • I dati di aprile: primi segnali di ripresa
  • I settori in crescita, i titoli di studio e i profili più ricercati
  • Lo scenario al Sud e nelle isole

Secondo il Borsino Excelsior delle professioni, il sistema informativo per l’occupazione e la formazione di Unioncamere e Anpal, ad aprile il mercato del lavoro comincia a mostrare tenui segnali di miglioramento. Aumentano gli ingressi rispetto al mese precedente (soprattutto tra i giovani) e si assiste a una crescita progressiva dei settori e delle figure professionali, legati all’innovazione tecnologica e alla digital transformation.

L’emergenza coronavirus, con il calo delle occupazioni, i licenziamenti congelati e il boom della cassa integrazione, ha in qualche modo costretto a “ripensare il mondo del lavoro”. Oggi servono nuove competenze e nuove professionalità, per affrontare un cambiamento, ormai improcrastinabile. Ecco perché è importante seguire l’evoluzione del mercato del lavoro.

I profili più ricercati

Secondo i dati raccolti tra le figure più richieste troviamo gli operai specializzati (58.100 entrate), soprattutto i profili legati all’edilizia, le professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi come addetti alle vendite e commessi, addetti ai servizi di ristorazione, professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali e di sicurezza, vigilanza e custodia (57.780 ingressi). Ma cresce la domanda anche per le professioni a più elevata specializzazione (22.600 entrate) con particolare riferimento ai profili STEM (ingegneri, scienziati, tecnici e matematici) e a quelli legati alle scienze della vita. Per quanto riguarda l’occupazione femminile si registrano percentuali di presenza maggiore nel settore finanziario e assicurativo, nel turismo, nella comunicazione, nella ristorazione, nei servizi alle imprese e alle persone, nei servizi informatici e delle telecomunicazioni e infine nelle industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature.

I dati di aprile

Secondo la rilevazione effettuata, ad aprile si prevedono 305.660 assunzioni, 115.080 nell’Industria (Industria manifatturiera, Costruzioni e Public Utilities) e 190.580 nei Servizi (Commercio, Turismo, Servizi alle imprese e Servizi alle persone), 13.650 entrate in più rispetto a marzo. Un lieve segnale di ripresa, dunque, anche se resta ancora elevato il gap rispetto ai livelli pre-covid, con 110.000 ingressi in meno rispetto ad aprile 2019 (-26,4%).

Nonostante i segnali incoraggianti a essere stati maggiormente penalizzati dalla pandemia sono stati i settori del Turismo e del Commercio, che hanno registrato una maggiore flessione della domanda di lavoro rispetto al periodo pre-pandemia, rispettivamente con 76.000 (-77,4%) e 13.000 (-21,9%) assunzioni in meno.

In generale, si stima per il solo mese di aprile un 9% in più di ingressi (il 25% costituito da giovani fino a 29 anni), soprattutto in aziende con 1-9 dipendenti e 10-49 dipendenti, così suddivisi in base alla specifica area aziendale:

  • Aree Direzione e servizi generali (direzione generale, personale e organizzazione risorse umane; segreteria, staff e servizi generali; sistemi informativi): 15.750;
  • Area amministrativa (amministrazione legale; contabilità, controllo di gestione e finanza): 20.030;
  • Aree tecniche della progettazione (progettazione, ricerca e sviluppo; installazione e manutenzione; certificazione e controllo di qualità, sicurezza e ambiente): 56.640;
  • Aree produzione di beni ed erogazione del servizio: 121.250;
  • Aree commerciali e della vendita (vendita; marketing, commerciale, comunicazione e pubbliche relazioni; assistenza clienti): 52.730;
  • Aree della logistica (acquisti e movimentazione interna merci; trasporti e distribuzione): 39.260.

I settori in crescita

Si registra una tendenza molto positiva per i servizi ICT con 3.000 entrate in più (+28,5%) e i servizi avanzati con circa 800 ingressi in più (+4,5%) rispetto ad aprile 2019.

In alcuni settori ci sono però difficoltà nel reperimento di alcune figure (32%), anche a causa dell’elevata richiesta di esperienza (si è passati dal 67,8% di aprile 2019 all’attuale 70,3%), specialmente nel settore delle costruzioni (esperienza richiesta all’83% delle entrate), dei servizi informatici, delle telecomunicazioni e servizi alle persone (80%) e delle industrie tessili abbigliamento e calzature (78%).

I titoli di studio che offrono più sbocchi lavorativi

Tra i titoli di studio maggiormente richiesti alle professionalità in entrata nel mese di aprile segnaliamo:

Laurea: 50.510

  • Ingegneria: 14.340;
  • Economia: 13.490;
  • Insegnamento e Formazione: 4.150;
  • Indirizzo sanitario e paramedico: 3.940;
  • Scienze matematiche, fisiche e informatiche: 3.870.

Istruzione Tecnica Superiore (ITS): 6.280

Secondario (Diploma 5 anni): 100.340

  • Amministrazione, finanza e marketing: 31.730;
  • Meccanica, meccatronica ed energia: 15.530;
  • Indirizzo sociosanitario: 9640;
  • Trasporti e logistica: 9.420;
  • Elettronica ed elettrotecnica: 5.920

Qualifica professionale (3 anni) o Diploma professionale (4 anni): 62.460meccanico: 13.080;

  • Meccanica: 13.080;
  • Ristorazione: 8.700;
  • Sistemi e servizi logistici: 7.010;
  • Indirizzo elettrico: 6.620;
  • Indirizzo edile: 6.610.

Nessun titolo di studio: 85.900

Tipologia contrattuale

Ad oggi le aziende preferiscono puntare su contratti a tempo determinato in tutti i settori esaminati:

  • Industria Manifatturiera e Public Utilities: 52% contratto a tempo determinato, 42% contratto a tempo indeterminato, 6% apprendistato e altre tipologie contrattuali;
  • Costruzioni: 58% contratto a tempo determinato, 36% contratto a tempo indeterminato, 4% apprendistato e 2% altre tipologie contrattuali;
  • Commercio: 59% contratto a tempo determinato, 32% contratto a tempo indeterminato, 7% apprendistato e 2% altre tipologie contrattuali;
  • Turismo: 76% contratto a tempo determinato, 13% contratto a tempo indeterminato, 7% apprendistato e 6% altre tipologie contrattuali;
  • Servizi alle imprese: 59% contratto a tempo determinato, 36% contratto a tempo indeterminato, 4% apprendistato e 1% altre tipologie contrattuali;
  • Servizi alle persone: 75% contratto a tempo determinato, 20% contratto a tempo indeterminato, 2% apprendistato e 3% altre tipologie contrattuali.

Il quadro nel Sud e nelle Isole

Anche al Sud e nelle isole emergono segnali positivi con 69.720 assunzioni in più rispetto allo scorso mese (anche se si evidenziano 34.310 ingressi in meno rispetto ad aprile 2019), così suddivise in base alla specifica regione:

  • CAMPANIA: 22.660 (+1.640);
  • PUGLIA: 14.390 (+2.090);
  • SICILIA: 14.120 (+480);
  • ABRUZZO: 5.760 (+730);
  • SARDEGNA: 5.660 (+490);
  • CALABRIA: 4.120 (+240);
  • BASILICATA: 1.980 (+210);
  • MOLISE: 1.040 (+10).

Siamo ancora ben lontani dal superare lo shock indotto dalla pandemia, ma si conferma un trend sostanzialmente positivo, soprattutto per quei settori legati al mondo ITC e alla trasformazione digitale, strategici per la ripresa economica.

Nei prossimi mesi continueremo ad assistere a un rinnovamento, che investirà il mondo del lavoro a tutti i livelli e spingerà le aziende a rinnovarsi, richiedendo professionalità altamente specializzate e fornendo prodotti, servizi e infrastrutture sempre più innovativi.

L’indagine

Da 20 anni il bollettino Excelsior è considerato una delle fonti più autorevoli per reperire dati quali-quantitativi sul mercato lavorativo italiano e traccia ogni mese un quadro previsionale attendibile della domanda di lavoro in Italia e dei fabbisogni professionali e formativi richiesti dalle imprese. L’analisi si basa sulla metodologia di ricerca CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e viene condotta su un campione di 79.000 aziende, appartenenti a diversi settori industriali e dei servizi, attraverso la somministrazione di un questionario sui profili professionali e i livelli di istruzione ricercati dalle aziende.

Per maggiori dettagli consulta il bollettino Excelsior Informa e il set di tavole statistiche.


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