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A Taranto piove “acqua rossa”: i genitori attaccano, l’Ilva si difende

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Ilva e acqua rossa

“Qui, a Taranto (Italia) vento e pioggia fanno paura”. Firmato: “I genitori tarantini”. E’ un passo della lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, al ministro per lo Sviluppo economico Calenda e a quello all’Ambiente Galletti -, a seguito dell’ultimo episodio, in ordine di tempo, che riporta il capoluogo jonico e l’Ilva alla ribalta mediatica.

A fare da contorno alla lettera, infatti, c’è l’incredibile immagine postata dal Gruppo Facebook ‘Solo a Taranto’: a causa delle copiose piogge delle ultime ore, si è creato un vero e proprio ‘fiume rosso‘ su una banchina del quarto sporgente del porto gestita dall’Ilva. Un mix di acqua e polveri del Siderurgico.

Sdegno e tam tam sui social. Dall’Ilva, però, si affannano a replicare e tranquillizzare: “L’area dove è avvenuto lo sversamento è completamente impermeabilizzata. Ci sono dei cordoli che hanno proprio la funzione di impedire che il materiale residuo delle operazioni di carico e scarico merci possa infiltrarsi e uscire all’esterno, dove le navi cariche di minerali attraccano per scaricare le materie prime”.

Pertanto, per l’Ilva l’acqua rossa sarebbe da ricondurre solo “ai fenomeni atmosferici particolarmente intensi che hanno insistito su Taranto negli ultimi giorni”. Ma continua a piovere rabbia nelle parole dei ‘genitori tarantini’:  “Guardate le immagini – scrivono a premier e ministri – e vergognatevi. Almeno un po’. Guardate quello che combina ciò che considerate produzione strategica per la nazione”.

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