In Basilicata c’è il reddito minimo per tutti

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Dal prossimo mese di febbraio in Basilicata partirà il progetto del Reddito minimo di inserimento, destinato alle famiglie lucane in stato di povertà, ai lavoratori che non percepiscono più gli ammortizzatori sociali in deroga e per chi ha preso parte al progetto Copes (Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale).

E’ quanto previsto in un accordo firmato dal governatore lucano, Marcello Pittella (Pd) e dai sindacati. Il progetto, ha detto Pittella, “è reso finanziariamente sostenibile dalla norma contenuta nella legge ‘Sblocca Italia’ che consente di utilizzare i fondi dell’ex carta carburanti per misure di sviluppo economico e per l’attivazione di una card sociale“, e “rientra in una più ampia strategia della giunta regionale a sostegno delle fasce più deboli della società, da un lato, ma anche per la ripresa dello sviluppo e il sostegno dell’ occupazione, dall’altro, in un’ottica di utilizzo virtuoso delle royalties del petrolio“.

Il Reddito minimo sarà quindi finanziato dalla Regione con 40 milioni di euro l’anno – è scritto nell’accordo – che in media consistono a 450 euro per beneficiario (su una “platea” stimata in circa ottomila persone). I destinatari saranno selezionati anche in base all’Isee: i Comuni e le Provincie potranno realizzare progetti lavorativi specifici “di utilità sociale“.

In una nota congiunta, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, hanno spiegato che “grazie alle risorse aggiuntive riconosciute dalle modifiche allo Sblocca Italia e alla nuova finalizzazione del tre per cento delle royalties a politiche di coesione sociale, sarà varato nel 2015 uno dei più grandi piani di lotta all’esclusione e per il reinserimento lavorativo degli ultimi anni“.

Giuseppe Lanese

Giornalista professionista, comunicatore e formatore. E' tra i fondatori di Restoalsud e caporedattore della stessa testata. E' responsabile cultura dell’agenzia di stampa nazionale Primapress. Ha curato dal 2009 al 2015 il blog "Parole e Musica" di Repubblica.it. Attualmente scrive e realizza video interviste per Tiscali.it sui temi della cultura e dell'innovazione e, sempre per Tiscali, si occupa del coordinamento nazionale della rete news delle regioni. Collabora con l'Università Telematica Pegaso per il corso di "Comunicazione digitale e Social Media" come cultore della materia ed è responsabile comunicazione dell'Ufficio Scolastico del Molise.

Comments (3)

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    gbravin

    10 Dicembre 2014 - 11:12

    Non occorebbe mostrare l’ISEE, che automaticamente pu; diventare un contributo perenne, ma applicare la Costituzione Italiana, art. 38, secondo paragrafo, “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.”
    Ovviamente chi rifiuta collocamenti attinenti alla esperienza maturata, decade da questi benefici.
    Basterebbe applicare la C.I.

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    John Smith

    10 Dicembre 2014 - 16:50

    … Ma questa cosa, è possibile solo in Basilicata, per via del giacimento di petrolio oppure può essere applicata in tutta l’Italia???…

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    MEX SILVIO

    10 Dicembre 2014 - 17:25

    Ottimo esperimento , spero si sia VERAMENTE PRESO il livello attuale di occupazione e ricchezza della regione …. !!1 per valutare a distanza di alcuni –anni— la VERICITA’ delle affermazioni di CRESCITA E SVILUPPO della regione Basilicata .!!!?

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