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In Campania 256 mila persone chiedono la rateizzazione delle tasse

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Il fisco piace a rate. E in momenti di crisi e scarsa liquidità si preferisce dilazionare. Anche perché chiedere le rate è sempre più semplice. Così lo scorso mese di luglio, mese di intenso lavoro per chi deve riscuotere, ha visto un vero e proprio record di adesioni: 156.000 comunica Equitalia. Con una media mensile doppia rispetto ai primi 6 mesi dell’anno. E dal 2015, comunica il gruppo di riscossione, rateizzare sarà ancora più facile perché la cartella Equitalia arriverà a casa già con il piano a rate.

Ma i consumatori evidenziano che c’è poco da gioire. Le tante richieste dipendono proprio dalla crisi, anche se pesa, come sottolinea la Cgia, una pressione fiscale sempre maggiore: dal 1980 il peso del fisco è salito di 12,6 punti percentuali, dal 31,4% al 44%, come previsto dal Def stesso. Con un impatto per le imprese italiane di oltre 110 miliardi di euro l’anno.

La rateizzazione – spiega Equitalia che da tempo è impegnata nel programma ‘fisco amico’ – si conferma quindi lo strumento più utilizzato per pagare le cartelle. Ad oggi sono attive 2,4 milioni di rateizzazioni per un controvalore di 26,6 miliardi di euro. Più della metà delle riscossioni di Equitalia oggi avviene tramite il pagamento dilazionato. Circa 76,9% delle rateizzazioni in essere riguarda persone fisiche, il restante 23,1% società e partite Iva.

Considerando gli importi, il 65,9% è stato concesso a imprese e il 34,1% a persone fisiche. Il 70,8% delle rateizzazioni riguarda debiti fino a 5.000 euro, il 26,2% debiti tra 5.000 e 50.000 euro e il 2,9% oltre 50.000. La Lombardia guida la “classifica” delle regioni con oltre 384 mila rateizzazioni attive per un importo di 5,5 miliardi, seguita dal Lazio (305 mila per un importo di 3,7 miliardi), dalla Campania (265 mila per un importo di 3,2 miliardi di euro) e dalla Toscana (231 mila per un importo di 1,9 miliardi).

Nel 2015 inoltre cominceranno a essere notificate le cartelle con allegati i piani di rateizzazione precompilati del debito che possono essere concessi in base ai parametri previsti dalla legge. Il contribuente potrà scegliere di saldare in un’unica soluzione oppure aderire al piano di pagamento più adatto alle sue esigenze e alle sue disponibilità economiche. “Si tratta – dice Equitalia – di un nuovo passo avanti per migliorare il rapporto con i contribuenti che non dovranno più recarsi allo sportello o simulare il piano di ammortamento dal sito Internet, ma potranno avere a disposizione tutti gli elementi per decidere come pagare contestualmente alla notifica della cartella“.

Dati poco confortanti arrivano anche sul fronte delle entrate tributarie e contributive, che nel primo semestre del 2014 sono scese dello 0,4%, vale a dire 1,26 miliardi di euro in meno per le casse dello Stato rispetto ai primi sei mesi del 2013. “Gli effetti della recessione continuano a dispiegare gli effetti sul sistema di imprese, soprattutto quelle che vivono di domanda interna, costringendole a chiudere o ad affrontare l’ultimo estremo tentativo: quello di rimanere aperte, chiedendo la rateizzazione ad Equitalia“, commenta così Confcommercio, che vede nel calo delle entrate un “dato da allarme rosso“.

Gioviana Tedeschi

Gioviana Tedeschi, giornalista pubblicista di Lucera (Fg). Attualmente addetto stampa e responsabile del Fondo Ambiente Italiano, Gruppo FAI Lucera, e di una rubrica pubblicitaria sul web. Corrispondente per emittenti locali, vicina al mondo della sensibilizzazione, prosegue la sua formazione scientifica presso l'Università degli Studi di Foggia.

One comment

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    CAMILLO

    27 Settembre 2014 - 13:40

    Se il governo non effettuera’ un condono tombale rateizzato per partire dall’anno zero e poter ripartire anche con modifiche pesanti su chi non paga le tasse, il Paese non riparte. Negli ultimi otto anni non si e’ potuto pagare le tasse, specialmente per gli assunti con partita iva, che anche se non avevano reddito erano lo stesso tenuti a versare contributi imposti dagli studi di settore, altra scelta oscena che va eliminata. Tale operazione porterebbe denaro fresco nelle casse dello stato e non certamente quello che Equitalia riesce a recuperare con percentuali esigue.

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