Se il Giro d’Italia a Bari diventa un boomerang

Shares

Doveva essere una ghiotta opportunità per far decollare il turismo locale. E’ stata una figuraccia nazionale, se non di più. L’attesa tappa del Giro d’Italia Giovinazzo-Bari si è rivelata un clamoroso boomerang per il nostro territorio.

Tutte le più importanti testate nazionali hanno sottolineato l’assoluta inadeguatezza delle nostre strade. Solo qualcuno è uscito dal gruppo. Isolato. Chissà perché.

I primi a mettere in risalto la pericolosità del manto stradale sono stati gli stessi ciclisti che di fatto si sono rifiutati di darsi battaglia per evitare rovinose cadute. Nonostante ciò una caduta, sul Lungomare di Bari, c’è stata lo stesso. Strada viscida, troppo. E irregolare. Troppo. Colpa della pioggia, certo.

Ma ha piovuto anche in Irlanda, durante le prime tappe di questo Giro e non ci sono stati gli stessi problemi. Che le condizioni dell’asfalto non fossero il massimo per una gara di questo livello lo avevamo evidenziato proprio noi nei giorni scorsi. In perfetta solitudine. E anche in questo caso ci sarebbe da chiedersi perché.

Elio Sannicandro, assessore comunale allo Sport di Bari, nonché presidente regionale del Coni, si è giustificato dicendo che nelle città non si usa asfalto drenante. I comuni avevano avuto l’ok dagli organizzatori. Ma i rattoppi frettolosi degli ultimi giorni e i dislivelli sono stati notati anche dai corridori. Lo si poteva evitare.

Una occasione persa, insomma, soprattutto per coloro che si sono agitati molto in queste ultime settimane per ottenere grande visibilità da questo evento. Trascurando, forse, gli aspetti essenziali. Giove Pluvio, poi, ci ha messo lo zampino.

Mauro Denigris

Nato 40 anni fa in Svizzera, laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 2003, già corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno. Ho vinto il premio Saint Vincent nel 2004, sono stato finalista al premio Ilaria Alpi nel 2009 e ho ricevuto una menzione speciale al premio Giornalisti del Mediterraneo nel 2009. Direttore di As da luglio 2012 a luglio 2013.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top