Festival di Sanremo: la seconda “vittima” è Roberta Giallo

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Dopo aver parlato dell’eliminazione di Davide Petrella durante la trasmissione Rai “ Sará Sanremo”,  in cui a darsi battaglia sono stati 16 giovani per 6 posti per la sezione “Nuove proposte” per il Festival, oggi conosceremo un’altra esclusione incredibile come quella di Roberta Giallo durante le selezioni di “Area Sanremo”.

Roberta Giallo, marchigiana d’origine ma bolognese d’adozione, inizia a studiare pianoforte a 5 anni. Nel 2002 si trasferisce a Bologna e dopo una laurea in filosofia e in scienze filosofiche, viene chiamata da Lucio Dalla per una collaborazione in cui la cantautrice acquisisce tanta esperienza grazie a importanti contributi dati nei lavori di Pupi Avati, Carmen Consoli, Gnu Quartier, Alex Britti e tanti altri.

Fondamentale è stata la collaborazione con Mauro Malavasi, storico autore per alcune canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.

Collaborazione molto interessante è quella con Marcello Corvino, musicista foggiano e con Francesco Migliacci.

Negli ultimi anni, la Giallo, ha ricevuto riconoscimenti importanti a Musicultura, rassegna dedicata alla musica italiana che si svolge nelle Marche sino al riconoscimento come miglior album del 2017 agli All Music Italiana Award, superando sul podio uno dei cantautori contemporanei più conosciuti come Ermal Meta.

Il 20 Gennaio 2017 ha pubblicato il suo primo LP “L’oscurità di Guillaume”, prodotto e arrangiato da Mauro Malavasi e che ha raggiunto la prima posizione della World Music Chart.

Roberta Giallo al LIVEing Clab di Foggia

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio, nato a Foggia il 14 Luglio 1982, appassionato di musica, Digital Journalism e social media. Blogger, fonda il sito di informazione dedicato esclusivamente alla musica indipendente “MIE Musica Italiana Emergente” in cui, insieme ad altri appassionati e ricercatori di musica, si occupa di raccontare e informare del vero fermento che la musica italiana sta vivendo. “La musica mi ha già salvato più di una volta e io non posso che raccontarla alla gente” questa è la visione che Salvatore Imperio ha in mente perché “non si può vivere di tormentoni e canzoni che non dicono niente”. Diplomato in Informatica, è iscritto al corso “Culture digitali e della comunicazione” del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

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