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Lo scrittore Murakami in pubblico dopo 18 anni

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Haruki-Murakami

Creare un romanzo è come mettere in collegamento “un intero network di cuori”, di persone che mai si sono conosciute. Haruki Murakami, tra i più noti scrittori giapponesi e tra i più famosi al mondo, rompe l’impermeabile riservatezza e si concede una ‘intervista pubblica’ alla Università di Kyoto, in un appuntamento organizzato in onore del suo amico psicologo Hayao Kawai, scomparso nel 2007. Rivendica il “carattere realistico” dei suoi lavori, tra cui include anche l’ultimo ‘Shikisaiwo Motanai Tazaki Tsukuru to Kareno Junreino Toshi’ (in via ufficiosa come ‘L’incolore Tsukuru Tazaki e i suoi anni di pellegrinaggiò, uscirà in Italia per Einaudi), capace in poche settimane di vendere oltre 1 milione di copie.

Ne parla in modo incidentale, o quasi, per rimarcare il carattere ‘realistico’, ma non sul modello di Norwegian Wood (altra popolare opera di Murakami), ma “nell’ottica successiva, come qualcosa di molto interessante”. Insomma, “ho scritto le prime due pagine senza sapere come la storia sarebbe stata”, spiega alla rapita platea di 500 fan (in gran parte ‘Harukist’) che hanno vinto il sorteggio per lo straordinario numero di richieste giunte.

La tecnica, comunque, è “riuscire a scrivere con il senso di girare le pagine“, dice Giorgio Amitrano, direttore dell’Istituto italiano di cultura di Tokyo, che ha curato la traduzione in italiano di ‘1Q84’, sempre di Murakami. Ci deve essere “lo stesso desiderio di sapere che cosa accadrà nella pagina successiva”, secondo un’idea simile a quella che hanno i lettori. “Un incontro molto interessante – aggiunge Amitrano – considerando l’occasione molto attesa e rara visto che sfugge alle tv, alle radio. Ha dato l’impressione di parlare con molta sincerità anche quando ha spiegato di non aspettarsi che i suoi romanzi piacciano a tutti, anche se gli fa piacere che la gente lo legga assicurando, questo sì, di fare del suo meglio”.

Quello di questo pomeriggio è stato il suo primo intervento pubblico in Giappone a distanza di 18 anni, da quando nel 1995 tenne i ‘colloqui’ di solidarietà e assistenza ai terremotati di Kobe. Un evento rarissimo per lo scrittore di 64 di Kyoto, da anni tra i candidati più menzionati per il premio Nobel per la Letteratura, che ha accettato di discutere con il critico letterario Yutaka Yukawa sul tema ‘vedere l’anima e scrivere l’animà.

La Nhk, la tv pubblica nipponica, ha aperto non a caso il tg serale sull’incontro, con approfondimenti successivi. Look casual, pantaloni rosa, scarpe da ginnastica blu e giacca verde chiaro, Murakami giustifica la rara apparizione come il desiderio di “condurre una vita normale”, di essere in grado di camminare in pace, di non essere identificato facilmente o disturbato per strada. Un ‘anti-divo’ che si sveglia la mattina prestissimo, che scrive per circa sei ore e che dedica il pomeriggio all’amata corsa o al nuoto, fino ad andare a letto alle 9 di sera.

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