Il colosso del Gas in odore di mafia

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La “visita” dei Finanzieri giunti a notificare il provvedimento del tribunale misure di prevenzione di Palermo con cui si decide il commissariamento temporaneo della società proprio non se lo aspettavano. Le Fiamme Gialle si sono presentate nella sede torinese della Italgas Spa, azienda controllata dalla Snam e leader del settore della distribuzione del metano in Italia, e hanno comunicato ai vertici che per sei mesi a guidare le attività saranno degli amministratori giudiziari.

Un provvedimento eclatante che mette la società sotto la tutela dei magistrati che poi valuteranno se procedere al sequestro o restituire ai legittimi titolari la gestione ripulita” dalle criticità riscontrate dagli investigatori. Ma cosa ha spinto i giudici a commissariare l’Italgas? Secondo le indagini l’impresa avrebbe agevolato imprenditori in odore di mafia anche consentendo loro di consolidare il loro predominio nel settore del gas metano.

Il commissariamento di Italgas disposto dalla sezione di misure di prevenzione patrimoniale del Tribunale di Palermo, conferma quanto sia ancora forte e diffusa la capacità di condizionamento di Cosa Nostra e quanto sia urgente adeguare la normativa sugli appalti pubblici per evitare forme sempre più sofisticate di inquinamento dell’economia legale” dice la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi. “Ad oggi emerge – spiega annunciando l’apertura di un’inchiesta da parte della commissione – un quadro allarmante di agevolazione degli interessi illeciti che andrà approfondito per bonificare l’azienda e metterla nelle condizioni di operare senza correre più rischi“.

La decisione dei giudici si collega a un’indagine della dda che ha portato alla sospensione dell’amministrazione della Gas Natural Distribuzione Italia Spa, della Gas Natural Vendita Italia Spa, della Gas Natural Italia Spa e della Crm di Curatola Alfredo Snc.

Nell’ambito della stessa indagine la Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato un patrimonio di oltre 50 milioni di euro a un gruppo imprenditoriale di Palermo, che ha curato, fra gli anni ’80 e ’90, la metanizzazione di diverse aree del territorio siciliano. Il gruppo secondo l’accusa aveva ottenuto 72 concessioni per la metanizzazione della Sicilia e dell’Abruzzo grazie anche ad appoggi politici forniti dall’ex sindaco mafioso di Palermo condannato Vito Ciancimino.Nel mirino degli investigatori, ricordano le fiamme gialle, le imprese, ritenute vicine alla criminalità organizzata che in sub appalto eseguivano i lavori di realizzazione della rete del gas.

La sospensione temporanea dell’amministrazione – spiegano gli inquirenti – mira a verificare l’idoneità del sistema immunitario dell’azienda a respingere i tentativi di influenza dei sodalizi mafiosi“. Se nel periodo di amministrazione giudiziaria si accertasse che i rapporti con soggetti collusi fossero frutto di scelta di politica imprenditoriale il passo sarebbe il sequestro. Snam ha assicurato la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e agli amministratori.

Giuseppe Lanese

Giornalista professionista, comunicatore e formatore. E' tra i fondatori di Restoalsud e caporedattore della stessa testata. E' responsabile cultura dell’agenzia di stampa nazionale Primapress. Ha curato dal 2009 al 2015 il blog "Parole e Musica" di Repubblica.it. Attualmente scrive e realizza video interviste per Tiscali.it sui temi della cultura e dell'innovazione e, sempre per Tiscali, si occupa del coordinamento nazionale della rete news delle regioni. Collabora con l'Università Telematica Pegaso per il corso di "Comunicazione digitale e Social Media" come cultore della materia ed è responsabile comunicazione dell'Ufficio Scolastico del Molise.

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