“Il Paese va ricostruito dalla testa”. L’appello dello scienziato

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Carlo Bernardini

L’Italia non continui a regalare i suoi cervelli ma si ricostruisca a partire dalla ‘testa’“.

È questo l’appello rivolto dal fisico Carlo Bernardini durante un seminario che ha tenuto a Benevento presso l’università del Sannio per il ciclo i ‘Seminari di astrofisica e cosmologia’ organizzati dal fisico Antonio Feoli.

“I nostri ricercatori sono bravissimi, spesso anche più bravi rispetto alla media europea – ha osservato Bernardini – e noi li regaliamo agli altri Paesi, facendo ‘esportazione gratuita di cervelli'”.

L’Italia, per Bernardini, ha invece bisogno di una sana ricostruzione, “a partire proprio dalla ‘testa’ ossia dall’intelletto e dalle competenze”. Parlando alla sala gremita di studenti dei ‘ragazzi di via Panisperna’, Bernardini ha detto: “é importante conoscere la storia di questo gruppo di fisici, e bisogna cercare di rifarla questa storia, sta a voi, più che a coloro che fanno le leggi, perché essere bravi è un’attività autodidattica, bisogna scegliere di fare cose che ci appassionano, già è un buon inizio”.

Ricordando il gruppo di giovani fisici che tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30 collaborarono con Enrico Fermi presso il Regio istituto di fisica dell’università di Roma, allora ubicato in via Panisperna, Bernardini ha sottolineato come fosse un gruppo caratterizzato dallo spirito di collaborazione e da grande intuito e immaginazione.

“Può sembrare strano – ha sottolineato – ma nel campo della fisica ci vogliono persone dotate di una buona immaginazione, Bruno Pontecorvo per esempio immaginò molte caratteristiche dei neutrini che poi gli esperimenti hanno confermato”. Fermi invece era dotato di intuito straordinario e, ha ricordato Bernardini, “quando qualcuno gli chiedeva come arrivasse alle sue deduzioni rispondeva: con Cif, ossia con intuito fenomenale”.

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